Negli anni passati abbiamo avuto il tempo di adattarci gradualmente ai cambiamenti che la società richiedeva in termini di spazi e di interior design. C’è stata un’evoluzione di stile e di gusto, ma anche di fruibilità e di abitudine all’uso. Si pensi ad esempio agli spazi di convivialità all’interno di esercizi commerciali oppure alla commistione di pubblico e privato o all’open-space e agli stili “fusion”.
Il progettista visionario li ha disegnati per primo, le persone si sono adattate e abituate entrando nello spirito di queste idee e facendole proprie. Quando il concetto è il tuo, sei anche un po’ in grado di scegliere un arredo giusto, un prodotto giusto e organizzare il tuo spazio imitando i tanti progetti esistenti. È così che basta un buon prodotto, un buon arredo e si può creare un buono spazio.
Ma che succede se d’improvviso, in due o tre mesi tutto cambia?
Quando la pandemia ci impone di rivoluzionare i nostri spazi, quando le persone sono cambiate interiormente, quando non si aspettano più quello che si aspettavano qualche mese fa?
Ecco: è in questo caso che il valore di un buon prodotto soccombe al valore di un progetto globale dello spazio. In questo caso non posso più comprare un buon arredo e collocarlo nel mio spazio perché ho bisogno innanzitutto del progetto dello spazio adatto alla società cambiata. Una società che forse, ad esempio, ha paura dello spazio conviviale all’interno del negozio? o forse non ha paura ma semplicemente non ne è più attratta? forse quello spazio va ora allestito diversamente? Va dedicato ad un’altra attività?
Ancora troppi pochi progettisti si sono confrontati con questa nuova società e ancora non ci sono standard e certezze, ancora nessuno sa veramente cosa si aspettano le persone entrando in uno spazio commerciale.
Eppure qualcosa va fatto, ma come?
La soluzione è una sola: L’Ottico deve consultare un architetto o un interior designer, spiegare i suoi dubbi, indicare le problematiche che vede nel cliente, spiegare le sue difficoltà. Dal confronto devono nascere delle soluzioni in termine di funzionalità degli spazi, immagine/comunicazione, arredi e oggetti.
Deve nascere un progetto globale perché è solo questo che può risolvere le nuove necessità. L’arredo deve essere funzionale al tutto. Ecco perché il “su misura”, oggi più che mai, deve essere considerata la via maestra e l’arredo “a catalogo” non potrà essere oggi la soluzione ideale.
Gli architetti e designers di Equipe Project, per genesi e filosofia aziendale, hanno maturato negli anni di respiro Europeo un Know How che li porta ad avere nel proprio DNA una versatilità al mutevole mercato e conformazione sociale; dei “visionari” che elaborano costantemente i loro progetti al mondo che verrà!
P.O.XL_RETAIL Equipe Project
CEO – EQUIPE PROJECT S.r.l.
Esperto in Retail Design, ha lavorato in posizioni apicali per le più quotate aziende del settore shopfitting sia a livello nazionale (Comin arredamenti) che internazionale (Schweitzer Project AG) con una specializzazione su Concept personalizzati per punti vendita di alto livello; in tutti i settori della filiera aziendale, dalla progettazione alla produzione di manufatti sino al Marketing. Fondatore nel 2004 della azienda Equipe Project.